{"id":5333,"date":"2019-10-25T08:00:39","date_gmt":"2019-10-24T18:00:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.dexeus.com\/blog\/attualita\/todas-las-familias-son-unicas-no-hay-dos-iguales\/"},"modified":"2019-11-01T00:27:59","modified_gmt":"2019-10-31T10:27:59","slug":"la-mia-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.dexeus.com\/blog\/it\/attualita\/la-mia-famiglia\/","title":{"rendered":"La Mia Famiglia"},"content":{"rendered":"<p><em>Quando si concepisce un figlio mediante un trattamento di riproduzione assistita con donazione di gameti (ovuli, spermatozoi o entrambi) \u00e8 normale chiedersi se sia giusto raccontarlo al bambino, a quale et\u00e0 farlo e quali ripercussioni potrebbero verificarsi. In questo post <strong>Fiammetta Grignolo, <\/strong>psicologa della nostra <strong>Unit\u00e0 di Psicologia<\/strong>, ci d\u00e0 alcune indicazioni. <\/em><\/p>\n<p>Un trattamento di riproduzione assistita con donazione di gameti pu\u00f2 rappresentare un percorso complesso per molte persone.<\/p>\n<p>Una delle fasi pi\u00f9 delicate di questa esperienza riguarda la <strong>decisione di raccontare al bambino come \u00e8 stato concepito<\/strong>. Il desiderio di proteggere il figlio da eventuali turbamenti e dai pregiudizi degli altri, o il timore che il rapporto con il bambino possa risentirne, sono alcune delle implicazioni di questa scelta.<\/p>\n<p>La percezione della mancanza di vincoli genetici con il figlio \u00e8 un ulteriore aspetto che preoccupa i genitori al momento di far sapere al bambino di essere stato concepito con la donazione di gameti.<\/p>\n<p>Grazie alla ricerca epigenetica, che studia la relazione tra l\u2019influenza genetica e quella ambientale, oggi sappiamo che <strong>l\u2019ambiente nel quale il figlio cresce, l\u2019affetto e l\u2019educazione ricevuti contribuiscono a determinare i valori e le caratteristiche che gli verranno trasmessi<\/strong>.<\/p>\n<p>Superare questi timori non \u00e8 sempre facile, ma numerosi studi hanno dimostrato che <strong>adottare un atteggiamento sincero con il figlio<\/strong> ed informarlo sul modo in cui \u00e8 stato concepito \u00e8 fondamentale per costruire una relazione familiare basata sulla fiducia e sull\u2019onest\u00e0.<\/p>\n<p>Mantenere segreta la donazione di gameti potrebbe causare un disagio psicologico importante se il figlio scoprisse successivamente, e non dai propri genitori, una verit\u00e0 che lo riguarda e che gli \u00e8 stata nascosta.<\/p>\n<p>L&#8217;<strong>et\u00e0 adeguata<\/strong> per affrontare l\u2019argomento della donazione va dai tre agli otto anni. Sconsigliamo di attendere l\u2019adolescenza o l\u2019et\u00e0 adulta: uno studio condotto dalla ESHRE del 2008 (European Society of Human Reproduction and Embryology) ha mostrato che i figli che ne sono stati informati dopo i 18 anni hanno sperimentato sentimenti negativi e di sfiducia nei confronti dei genitori.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 importante che siano i genitori a parlarne al figlio<\/strong>, rimarcando non tanto la sua origine, quanto il loro grande desiderio che lui nascesse e il modo in cui la sua famiglia si \u00e8 venuta a creare.<\/p>\n<p>Provare ad immaginare le possibili domande del figlio li aiuter\u00e0 a rispondere con sensibilit\u00e0 e sicurezza ai suoi ai dubbi e alle sue domande.<\/p>\n<p>Occorre spiegare al bambino che <strong>esistono diversi tipi di famiglia<\/strong> e modi diversi per avere un figlio.<\/p>\n<p>Ogni genitore deve trovare la propria modalit\u00e0 di affrontare questo argomento. La forma pi\u00f9 semplice \u00e8 quella di iniziare dall\u2019affetto che si sente per il figlio, dall\u2019intenso desiderio che nascesse e dalla felicit\u00e0 che ha apportato con il suo arrivo.<\/p>\n<p>Raccontare al proprio figlio che \u00e8 stato concepito grazie a una donazione \u00e8 un percorso che inizia nella prima infanzia e procede man mano che il bambino cresce, gradatamente e adattando il linguaggio alla sua capacit\u00e0 di comprensione. In questo modo il bambino non avr\u00e0 il ricordo di una particolare &#8220;rivelazione&#8221;, ma <strong>crescer\u00e0 considerando la donazione come uno degli aspetti della sua storia personale<\/strong>, di cui la famiglia gli ha sempre parlato liberamente.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-5335\" src=\"https:\/\/www.dexeus.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/la-mia-famiglia-peque\u00f1o.jpg\" alt=\"\" width=\"207\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/www.dexeus.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/la-mia-famiglia-peque\u00f1o.jpg 214w, https:\/\/www.dexeus.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/la-mia-famiglia-peque\u00f1o-201x300.jpg 201w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/>Pu\u00f2 essere di grande aiuto utilizzare un racconto che spieghi con illustrazioni ed esempi chiari e comprensibili il modo in cui i bambini vengono concepiti mediante la donazione di gameti.<\/p>\n<p>Una guida utile che tratta questo tema \u00e8 il libro <em><strong>La m<\/strong><strong>ia<\/strong>\u00a0<strong>f<\/strong><strong>amiglia<\/strong><\/em><strong>\u00a0<\/strong>(Dexeus Mujer e Editorial Destino Infantil &amp; Juvenil).<\/p>\n<p>I genitori dovrebbero proporsi di<strong> parlare frequentemente della donazione con il figlio<\/strong>, per verificare come ha vissuto e come ha compreso quanto gli \u00e8 stato detto, e come si modifica, nel corso del suo sviluppo cognitivo, il suo modo di elaborarlo.<\/p>\n<p>Se il bambino percepisce la donazione come un argomento di cui pu\u00f2 parlare liberamente, sar\u00e0 lui a fare nuove domande quando si sentir\u00e0 pronto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si concepisce un figlio mediante un trattamento di riproduzione assistita con donazione di gameti (ovuli, spermatozoi o entrambi) \u00e8 normale chiedersi se sia giusto raccontarlo al bambino, a quale et\u00e0 farlo e quali ripercussioni potrebbero verificarsi. 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