Da anni, la somministrazione di testosterone nei trattamenti di fecondazione in vitro (FIV) è una strategia raccomandata da alcuni specialisti per migliorare i risultati nelle donne con scarsa riserva ovarica. Tuttavia, uno studio clinico condotto da Dexeus Mujer e pubblicato su *Nature Communications* nel 2026 dimostra che il testosterone non migliora i tassi di gravidanza nella FIV.
Se stai valutando un trattamento di fertilità e ti è stato consigliato di usare il testosterone prima della stimolazione ovarica, questo articolo ti interessa.
Come riportato da La Vanguardia, questa scoperta ha importanti implicazioni per le donne che ricorrono ai trattamenti di fertilità.
Che cos’è la bassa riserva ovarica e in che modo influisce sulla fertilità?
Una bassa riserva ovarica significa che il numero di ovuli disponibili nelle ovaie è inferiore a quello previsto per la tua età. Questa condizione può influire direttamente su:
- La risposta ai trattamenti di stimolazione ovarica
- Le probabilità di ottenere una gravidanza tramite la fecondazione in vitro (FIV)
- La quantità e la qualità degli ovuli recuperati
Molte donne con questa condizione cercano opzioni per migliorare i propri risultati. Una delle strategie più studiate è stata l’applicazione di testosterone transdermico prima di iniziare il ciclo di fecondazione in vitro.
Testosterone e fertilità femminile: perché si pensava che funzionasse?
Sebbene i livelli di testosterone siano più bassi nelle donne rispetto agli uomini, questo ormone svolge funzioni importanti nell’organismo femminile. Le ovaie producono testosterone in modo naturale.
Teoria alla base del trattamento:
- Alcuni studi suggerivano che il testosterone potesse favorire lo sviluppo dei follicoli ovarici
- Si riteneva che migliorasse la risposta alla stimolazione ormonale
- Potrebbe aumentare il numero di ovociti maturi recuperati
Tuttavia, la maggior parte di questi studi presentava limiti metodologici e non dimostrava un’effettiva efficacia. Ciononostante, molti specialisti continuavano a raccomandarne l’uso.
Studio Dexeus: il testosterone nella fecondazione in vitro non migliora la gravidanza
Per risolvere questa incertezza, Dexeus Mujer ha condotto lo studio più rigoroso mai realizzato fino ad oggi sull’uso del testosterone prima della fecondazione in vitro.
Dati dello studio clinico
| Caratteristica | Dettagli |
| Tipo | Studio clinico randomizzato, in triplo cieco, controllato con placebo |
| Partecipanti | 288 donne con scarsa riserva ovarica |
| Età | 18-43 anni |
| Centri | 10 cliniche in Spagna, Belgio, Danimarca e Svizzera |
| Trattamento | Gel di testosterone 5,5 mg/giorno per 9 settimane |
| Pubblicazione | Nature Communications (febbraio 2026) |
| Ricercatore principale | Dr. Nikolaos Polyzos (Dexeus Mujer) |
Risultati: il testosterone NON aumenta i tassi di gravidanza nella fecondazione in vitro
Il testosterone transdermico non migliora i risultati della fecondazione in vitro. Lo studio condotto da Dexeus Mujer su 288 donne ha evidenziato tassi di gravidanza del 15,7% con il testosterone rispetto al 14,9% con il placebo, una differenza statisticamente non significativa (p=0,86).
Conclusioni dello studio
Gli autori concludono che:
- L’uso routinario del testosterone nella fecondazione in vitro non è giustificato
- Non migliora i risultati riproduttivi nelle donne con bassa riserva ovarica
- Il suo uso ritarda inutilmente l’inizio del trattamento (9 settimane)
- La comunità scientifica deve cercare altre strategie efficaci
Cosa significa questo per te se stai per sottoporti a una fecondazione in vitro?
Cosa devi sapere prima del tuo trattamento di fertilità
Se ti è stato raccomandato il testosterone prima della fecondazione in vitro:
- Chiedi al tuo specialista quali sono le prove scientifiche a sostegno di tale raccomandazione
- Questo studio dimostra che non vi è alcun beneficio comprovato
- L’uso del testosterone comporta un ritardo di 9 settimane nell’inizio del trattamento
Se hai una scarsa riserva ovarica:
- Questo non significa che non possa rimanere incinta
- Richiede una strategia personalizzata e realistica
- Esistono altre opzioni con un maggiore supporto scientifico
L’impegno di Dexeus Mujer nella ricerca
Noi di Dexeus Mujer conduciamo continuamente studi clinici con l’obiettivo di:
- Offrire trattamenti più efficaci e sicuri
- Ridurre il carico fisico, emotivo ed economico per le pazienti
- Basare tutte le raccomandazioni su solide evidenze scientifiche
Questo studio, pubblicato su una rivista di prestigio internazionale, va a beneficio di tutte le donne che necessitano di un trattamento di fecondazione in vitro, non solo delle pazienti di Dexeus.
Domande frequenti sul testosterone e la fecondazione in vitro
Il testosterone migliora i risultati della fecondazione in vitro?
No. Lo studio più rigoroso condotto fino ad oggi, pubblicato su Nature Communications (2026) e guidato da Dexeus Mujer, dimostra che il testosterone transdermico non migliora i tassi di gravidanza nelle donne con bassa riserva ovarica. I risultati sono stati del 15,7% contro il 14,9%, senza differenze significative.
Che cos’è la bassa riserva ovarica?
La bassa riserva ovarica indica che il numero di ovuli disponibili nelle ovaie è inferiore a quello previsto per l’età. Può influire sulla risposta alla stimolazione ovarica e sulle probabilità di gravidanza tramite fecondazione in vitro. Viene diagnosticata tramite analisi dell’AMH e conteggio dei follicoli antrali.
Posso rimanere incinta se ho una riserva ovarica ridotta?
Sì. Avere una riserva ovarica ridotta non impedisce una gravidanza, ma richiede una strategia personalizzata. Presso Dexeus Mujer valutiamo ogni caso singolarmente per stabilire il trattamento più adatto: fecondazione in vitro con ovociti propri, accumulo di ovociti o donazione di ovociti.
Devo usare il testosterone prima della mia fecondazione in vitro?
Secondo le attuali evidenze scientifiche, non vi è alcuna giustificazione per l’uso routinario di testosterone transdermico prima della fecondazione in vitro nelle donne con riserva ovarica ridotta. Il suo uso ritarda solo l’inizio del trattamento di 9 settimane senza apportare benefici.
Cosa significa che lo studio è in triplo cieco?
Un disegno in triplo cieco implica che né le pazienti, né i medici che le seguono, né i ricercatori che analizzano i risultati sappiano chi riceve il trattamento attivo e chi il placebo. Questo disegno è il più rigoroso nella ricerca clinica perché elimina i bias consci e inconsci che potrebbero influenzare i risultati. È lo standard di riferimento per stabilire relazioni causali con un alto grado di certezza.
Esistono alternative efficaci per le donne con bassa riserva ovarica?
Sì. Sebbene la riserva ovarica ridotta rappresenti una sfida, esistono strategie scientificamente provate:
- Protocolli di stimolazione personalizzati in base alla risposta ovarica
- Accumulo di ovociti attraverso diversi cicli
- Tecniche avanzate di selezione embrionale con diagnosi genetica preimpianto
- Donazione di ovociti nei casi indicati
L’approccio ottimale dipende da ogni singola situazione e deve essere valutato da uno specialista in medicina riproduttiva.
Informazioni sull’autore dello studio
Dr. Nikolaos Polyzos
Presidente della Fondazione Dexeus Mujer – Direttore Scientifico di Dexeus Mujer
Specialista in Medicina Riproduttiva (MD, PhD) con oltre 120 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali. Esperto in trattamenti di fertilità per donne con riserva ovarica ridotta.
Riferimenti scientifici
- Polyzos NP, et al. “Transdermal testosterone pretreatment in women with diminished ovarian reserve undergoing IVF: a randomized, triple-blind, placebo-controlled trial.” Nature Communications. 2026 Feb 16.
- Ferraretti AP, et al. “ESHRE consensus on the definition of ‘poor response’ to ovarian stimulation for in vitro fertilization: the Bologna criteria.” Human Reproduction. 2011.
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